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Alcune riflessioni sulla emotività e sulla alimentazione

In questi decenni di lotta serrata e indefessa contro i tumori maligni, oltre ad aver visto morire tante persone si sono fatti progressi da gigante, prima con le chemioterapie selettive poi con gli immunomodulatori infine con le terapie biologiche. Ma la gente continua a morire e sempre di tumore.

Ho visto persone condurre una vita dissoluta e campare novant'anni e persone mai nate perché, per un qualche motivo, erano indesiderate.

Senza entrare in logiche moraliste, come patologa credo nella prevenzione come un mantra ad ogni livello da un semplice raffreddamento ad un glioblastoma di quarto grado inoperabile.

Come omeopata, invece, credo nella importanza di unire alla malattia o alle diatesi della personalità le sue emozioni, la sua vitalità. Tutte quelle cose che pensa sin da piccolo e non ha mai detto a nessuno e qui entriamo nel campo della medicina olografica. Si, tutti abbiamo qualcosa di segreto che in qualche modo ci condiziona la vita presente.

L'alimentazione è ciò che siamo, detto che mi ripeteva spesso mia madre (La longevità nel piatto, M. Zaccari).

Con l'avvento della naturopatia e della nutraceutica, di fatto branche dell'omeopatia, si possono fare programmi alimentari specifici anche nei casi di tumore. C'è molto dibattito a questo proposito, ma di certo funzionano entrambe.

Ritornando al nostro esempio anche se sarebbe bello avere pillole di ogni tipo per ogni persona, per farle rinascere, per dar loro quel l'amnios che è mancato per sapere i figli abortiti dove sono finiti. Si sono laureati? Sono immortalati in un vetrino in un reparto di anatomia patologica? Sono in paradiso? È gente mai esistita e sciocco è parlarne?

Ognuno darà la risposta che più gli aggrada.

Cito infine le teoria dei neuroni a specchio, scoperta di recente.

E così concludo, nel l'augurio di un anno strepitoso per tutti! Auguri!

©2020 BY SARA LEONCINI