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Attenti al lupo!!!!!!

Non vi sembra un titolo strano per una canzone, pur alla Lucio Dalla? Eppure quanto ci fa riflettere!


Se l'abito non fa il monaco, lo credo fermamente, e se ci vogliono certificati, lauree, professionalità, talento oramai per qualsiasi lavoro, questo lo trovo solo un bene, come mai sono così tanti gli analfabeti di ritorno?


Le periferie delle medie e grandi città italiane come sono? Attenti al lupo appunto, in linea con gli ultimi due articoli oh bella ciao e vorrei sapere perchè.


Ormai ho rinunciato da tempo a capire il mondo e le sue leggi umane, relazionali per dedicarmi a quelle fisiche e riproducibili.

Quante volte ci è capitato che una persona a noi cara, su cui contavamo, ci dicesse una cosa e poi pluf, sparita nel nulla! Oh apriti cielo!

Tuttavia, non credo, per questo che bisogni contare solo su se stessi, ma rinunciare alla propria individualità è una errore sacrosanto che porta malattie a gogo. Non mi riferisco tanto alle casalinghe, si può avere una forte individualità, una vita interiore propria non solo di coppia, non solo come genitore, non solo come cittadino, lavoratore. Tali i principali doveri della stragrande maggioranza degli esseri umani.


Ma quanti replicanti vediamo? Tanti ci dice Dalla nella sua bellissima lirica.

Persone che non pensano nè a sè, nè agli altri, convinti di sacrificarsi per il bene dell'umanità.

Eppure, se è vero che a caval donato non si guarda in bocca, io preferisco ammuffire su una strada, con tutto quello che significa piuttosto che rinunciare alla mia identità, al mio senso civico, al mio lavoro di medico omeopata.


Già di per sè come dicevo altrove qui nel blog il mestiere di medico è inflazionato e blasonato. Tutti lo vorrebbero fare e poi quando c'è da farlo veramente improvvisamente scatta la casta, il ricatto morale o mobbing o come lo vogliamo chiamare se qualcosa va contro i nostri desideri, interessi. Magari c'è da rimetterci un po' la salute, magari da sacrificarsi veramente? Oh, no, io non credo proprio.


Avete mai letto il dramma I miserabili di Victor Hugo? Ve lo consiglio.

Vi farebbe riflettere su come si può diventare importanti partendo proprio da meno di niente, come in alcune periferie, a forza della propria vita interiore che ci fa agire, peccare, pentirci, diventare santi, si spera.

In breve, è la storia di un malfattore, della sua fedeltà ad una donna che non avrà mai fisicamente ma che è stata sua moralmente per molto tempo e soprattutto anche del rapporto madre figlia. Una splendida storia, ovviamente con l'amaro in bocca, ma la letteratura classica è come le barzellette. Ci deve divertire, solleticare, sappiamo che niente è vero eppure lo crediamo perchè ci identifichiamo in un qualche personaggio o oggetto.


Essere troppo rigidi e duri con gli altri,cioè ancora di più con se stessi, significa fallire, perdersi, perdere la propria anima per poi ritrovarla, per chi lo sente vero, risanata e agile come uno scattista, a prescindere dall'età.


Non vi pare anche a voi???????



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©2020 BY SARA LEONCINI