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Disfunzioni erettili maschili

Nella mia esperienza clinica prima ancora che chirurgica ed in qualità di donna felicemente innamorata da sempre della stessa persona, come ginecopatologa, citologa e omeopata, esperta di fitoterapia e di medicina spagirica-alchemica, posso puntualizzare alcuni problemi di primo soccorso riscontrati nei maschietti di tutte le età.

Le cellule che si riproducono per mitosi prima di fare lo pseudopodo tipico dell'orgasmo di tali animali, possono considerarsi le prime erezioni maschili da un punto di vista filogenetico.

Non a caso, sin dai tempi antichi, era proibita l'autoriproduzione, tipica delle cellule che si riproducono per meiosi. Gli orgasmi in questi animali, tra cui anche la specie umana, constano di tre fasi e non di una sola: iniziale, orgasmica, separativa.

Il maschio viene tutt'ora invitato dalla donna ad eccitarsi non solo con il proprio desiderio ma anche con le circostanze in cui tutto ciò si verifica. Infatti, l'autoriproduzione in animali vedovi come i piccioni è rarissima, pur se eucarioti.

Molti divorzi e la maggioranza delle vedovanze, anche femminili, tante rotture di rapporti pur felici e appaganti, convivenze si verificano proprio perchè l'aumento del desiderio della donna che provoca l'orgasmo è spesso mal tollerato dall'uomo, il quale o la quale, lo nega ripetutamente, magari diventando violento verbalmente o con ripetute assenze, oppure perchè incalza tale desiderio finendo con eccedere non solo le proprie possibilità ma quelle del proprio amante.

Tale dinamica è una legge di natura, molto studiata in sociologia (Margaret Mead, L'adolescenza in Samoa), in psicologia (Benedetta Davalli, Il battito del cuore nella stanza di terapia).

In medicina e chirurgia il complesso di Edipo ispirò il padre della psicoanalisi S.Freud alla scoperta dell'isteria, lavori con il quale iniziò a fare lo psicoterapeuta, lasciando il lavoro da neurologo ospedaliero.

Per tali motivi, a colui che soffre di disfunzioni erettili è consigliabile prima di qualsiasi terapia clinica o chirurgica, che sarebbe soltanto palliativa, di fare un attento esame di coscienza sui propri sentimenti non solo per se stesso, ma anche per il proprio partner.

Quanta gente lascia il proprio amore perchè è impotente e sterile?

Quanti uomini si suicidano perchè non riescono a penetrare il proprio partner?

Nella mia limitata esperienza ospedaliera, posso affermare che non credo affatto che un ginecologo o un ginecopatologo, che sia, possa risolvere tali problemi alla radice, specie se vi sono già lesioni nervose o tumorali in corso. Tuttavia un valido percorso integrato con un operatore sanitario di riferimento (laurea magistrale) è a mio avviso in grado di risolvere il problema.

A voi la scelta!


©2020 BY SARA LEONCINI