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Guida alla Medicina Integrata

#Hai problemi di salute? #Fai sport regolarmente?#Devi essere operato? #Sei sotto stress?

Potrei continuare con queste domande all'infinito.

La questione da centrare è capire cosa nella nostra routine ci assilla e ci impedisce di dire semplicemente 'come sto bene oggi!'. Quando il pensiero è troppo concreto, c'è qualcosa che non va: ad esempio, se si pensa spesso alle difficoltà sul lavoro o di relazione o a cosa/come mangiare dietro queste abitudini ricorrenti si insinua uno stato di malessere, la cefalee, la dismenorrea, i disordini alimentari, l'insonnia, la dermatite, l'allergia e chi più ne ha più ne metta.

Certe azioni del quotidiano dovrebbero essere automatiche e prive di problematiche di ogni tipo, come quelle descritte (mangiare, vedersi con gli amici, lavorare, prendersi cura di sè). Ma non è così. Questo accade quando il nostro stato di salute prende il sopravvento sulla nostra emotività e sul nostro raziocinio, causa il perpetuarsi di piccoli o grandi problemi fisici/mentali che ci ostacolano la vita.

Partendo da qui e dal fatto che chiunque esperimenta quanto descritto sin da bambino, si può pensare ad una strategia per migliorare notevolmente la nostra qualità di vita e riprendere controllo di noi stessi anzichè adeguarci senza neanche accorgersene a stati difficoltosi, poichè sono talmente frequenti che il disturbo diventa una abitudine, parte di noi e pensiamo che non ci sia una soluzione o rimedio possibile. Ecco l'errore!

Magari abbiamo fatto un paio di visite specialistiche dove ci hanno detto che il nostro problema è cronico, che al momento non se ne sa la causa oppure non ci siamo ancora decisi a chiedere aiuto ad uno specialista poichè siamo talmente soggiogati dal malessere che neanche ce ne accorgiamo. Magari ci viene proposto di aderire ad uno studio clinico per validare una cura innovativa sperimentale.

Perchè non fare un passo indietro e partire da zero? (sempre meglio che essere sottozero!).

Pensiamo a tutte le cose che vorremmo fare e che non facciamo, per un motivo o per un altro. A cosa dovrebbe cambiare nella nostra vita per farci stare meglio. Il più delle volte sono piccole cose a renderci davvero felici: risvegliarsi senza mal di testa, una ovulazione regolare, pasti piacevoli, una telefonata di un amico che non sentivamo da tempo.

Come raggiungere tutto questo? Come invertire le profezie autoavverantesi da negative in positive?

La scelta è indubbiamente nostra. C'è chi si affida ad un solo medico chirurgo proiettando su di lui aspetti del proprio sè carenti e c'è chi, come consiglio, va per tentativi, si informa e chiede 3-4 pareri medici specialistici diversi in zone geografiche diverse, prima di trarre una conclusione e di decidere una terapia. Quante persone sento dire 'ma cosa ne so io delle medicine o di questa malattia?' 'mi tocca fidarmi del medico'. Dico, cavoli, siete voi ad avere un disturbo, chi meglio di voi può conoscere quella malattia, chi meglio di voi può pensare ad una soluzione per guarire? Il medico, lo specialista dovrebbe essere un appoggio e uno strumento per realizzare le proprie aspettative, con semplicità e durevolezza nel tempo. Deve saper vedere dove noi non arriviamo, ma permetterci poi autonomia e la stessa visione, se no che medico sarebbe?

Tutto questo è possibile con la medicina integrata, proprio perchè nasce dal bisogno di migliorare la cura e la qualità di vita dei propri pazienti, senza dispendio di energie ed a basso costo.

Integrare i due approcci, tradizionale ed omeopatico, permette un insight altissimo e cambiamenti di carattere tali da rendere autonomo il paziente nell'individuare e rivolvere i propri problemi.



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