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La malattia come difesa

Riflettevo tempo fa sul perché esistono le malattie e perché il più delle volte sono così difficili da curare. L'unico filo rosso che ho trovato è che, in qualche modo, siano un meccanismo di difesa che il nostro corpo mette in atto, segnalando che le cose non vanno. E questo è vero per tutte le malattie.

Pensiamo, ad esempio, a come una emozione violenta e negativa possa togliere il sonno, a come un bicchiere di latte possa far venire crampi allo stomaco per tutta la giornata, a come ci cambia la vita dopo un incidente grave.

Mentre la Medicina tradizionale cura i sintomi che abbiamo nel tentativo di ripristinare uno stato fisico di salute, l'omeopatia analizza ogni singolo sintomo insieme al vissuto e alle abitudini della persona, sia sul piano fisico che su quello interiore, elaborando una scala di valore, non già valida in assoluto ma possibile per la singola persona. Quindi in poche parole un equilibrio interrotto viene ripristinato, almeno in parte, non tanto in base alla gravità della malattia quanto in base alle risorse e alla forza vitale del soggetto.

Poi certo molte malattie rimangono incurabili anche con la medicina integrata.

Tuttavia, non credo affatto che omeopatia significhi palliazione, nemmeno in casi gravi.

Può migliorare la qualità di vita e darci gli strumenti per guarire, ove possibile e stare meglio negli negli altri casi.

Il pensare la malattia come una difesa diventa un modo che permette di entrare in contatto tra il corpo e la mente: non è più una cosa brutta da eliminare, ma sempre una parte di noi che ci chiede attenzione, di essere conosciuta. Solo allora si può pensare di intervenire con successo, con raziocinio, migliorando la qualità di vita. Quindi la malattia non come qualcosa da eliminare, bensì da conoscere in profondità, ben al di là degli aspetti patogenetici e biochimici (con questo sottolineo l'importanza della ricerca e del ruolo che svolge la medicina tradizionale nella cura di quasi tutte le malattie).



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©2020 BY SARA LEONCINI