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La verginità corporea e non ginecopatologica

La cittadinanza del mondo esiste già dai tempi dello editto di Costantino (d.c).

Religioni a parte, possiamo postulare la falsità del mito di Edipo, con l'ipotesi della bellezza del cielo che si è formato ben prima dell'uovo della gallina ancora da partorire.

In fondo, la povertà spirituale non è fame, neanche nervosa, neanche sete.

Con tale articolo vorrei sostenere la realta fattiva che ogni sintomo o ogni malattia rimangono solo ed unicamente una astrazione teorica per quanti vogliono vivere bene con se stessi, e quindi anche già con gli altri.

Non a caso la verginità non si perde se non con l'amore coniugale e spirituale.

È forse il big bang ad illuminare la civiltà ancora oggi?

Non è invece la vita stessa una emozione da sempre?

Non ci vuole nessuna laurea o diploma o premio per studiare e amare la propria verginità, essendo uno stato corporeo dell'essere uomo.

Ripeto che aborrisco sia la violenza fisica che psicologica, azioni non binarie, ma ben diverse tra loro.


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©2020 BY SARA LEONCINI